Oltre l'azzurro. Il sogno di Brunelleschi

Musica di Silvia Colasanti
Testo di Maria Grazia Calandrone

Dramma in musica per voce recitante, coro misto, coro di bambini e orchestra

Orchestra Giovanile Italiana
Cappella Musicale della Cattedrale di Santa Maria del Fiore di Firenze
Pueri Cantores della Cappella Musicale
Michele Manganelli, maestro del coro
Pierre-André Valade, direttore

 

In collaborazione con Scuola di Musica di Fiesole

Direzione artistica: Francesco Ermini Polacci

A suggellare le celebrazioni dei 600 anni dell’inizio della costruzione della cupola di Brunelleschi per la Cattedrale di Firenze è la prima esecuzione assoluta (Venerdì 20 Novembre, ore 21.15, Duomo di Firenze) del dramma in musica Oltre l’azzurro. Il sogno di Brunelleschi, musica di Silvia Colasanti e testo di Maria Grazia Calandrone.

La nuova partitura è stata appositamente commissionata dall’Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze, secondo il progetto ideato e realizzato con la direzione artistica di Francesco Ermini Polacci. L’esecuzione è affidata all’Orchestra Giovanile Italiana della Scuola di Musica di Fiesole e al direttore francese Pierre-André Valade, già apprezzati interpreti di altre partiture di Silvia Colasanti, affiancati dalle voci miste della Cappella Musicale della Cattedrale di Santa Maria del Fiore e da quelle bianche dei Pueri Cantores sotto la guida di Michele Manganelli, maestro di cappella della Cattedrale di Firenze. 

«Protagonista di Oltre l’azzurro è lo stesso Brunelleschi morente, voce recitante di un’azione drammatica che incastona la parola nella musica», racconta Silvia Colasanti, fra le personalità più importanti del panorama musicale di oggi. «Brunelleschi rivive nella sua mente l’episodio della costruzione della cupola anche attraverso la testimonianza potente e vera della voce di chi vi lavorò, come gli operai, personificati musicalmente da un coro maschile. Ma le sue considerazioni sull’arte e i suoi ricordi trovano un interlocutore immaginario e assai importante nella figura della vergine Maria, prima ispiratrice della cupola: una voce polifonica resa musicalmente da un coro femminile, che accompagnerà Brunelleschi alla morte con gli angeli, rappresentati da un coro di bambini».

Una partitura dal passo incalzante, «con l’orchestra che amplifica e commenta il racconto di Brunelleschi, anche ricorrendo all’uso di materiali concreti, come la carta, il legno, il ferro, organizzati ritmicamente in una trasfigurazione musicale dell’utopia della costruzione che si trasforma in realtà».

Il linguaggio musicale di Silvia Colasanti rielabora anche alcuni vocaboli musicali dell’epoca, inserendoli in nuovi contesti timbrici e formali, facendo riaffiorare anche reminiscenze del mottetto Nuper rosarum flores che, com’è noto, Guillaume Dufay compose per la consacrazione della Cattedrale di Santa Maria del Fiore nel 1436.

«Utilizzare quello che già naturalmente esiste – la gravità – come forza di coesione: questo il colpo di genio, l’illuminazione» di Brunelleschi, nelle parole di Maria Grazia Calandrone, nota poetessa, scrittrice e drammaturga. «Impastare la natura alla pietra, utilizzare l’arte vivente della natura rendendola umana, facendola coesistere con l’arte umana. Noi contemporanei assistiamo ancora, in ogni momento, a un lavorio di forze che sostiene una struttura immaginata da un uomo che ha avuto un sogno tanti secoli fa. Anzi, l’ispirazione di mettere in equilibrio visibile e invisibile al fine di onorare la spiritualità intrinseca all’esistente».

Informazioni

20 novembre 2020

Cattedrale di Santa Maria del Fiore - ore 21.15

Prima esecuzione assoluta. È possibile prenotarsi a partire da 30 giorni prima dell'evento.