Con il Cielo dentro

Con il cielo dentro è il titolo della inedita opera scritta da Davide Rondoni che Giancarlo Cauteruccio mette in scena per le celebrazioni dei 600 anni dall’inizio della costruzione della Cupola del Duomo di Firenze. Dopo circa vent’anni dall’intensa collaborazione con Mario Luzi, con cui il regista perseguì l’idea di un work in progress negli anni 2000-2001-2002 per l’indimenticabile  “Opus Florentinum”, scritto appositamente dal grande poeta e allestito con un cast stellare di attori, grazie al sostegno dell’Opera del Duomo, e dopo una nuova edizione del 2014 pensata per il convegno “Mario Luzi. L’umanesimo della poesia”, entrambi accolti con grande successo, Cauteruccio torna a lavorare in cattedrale in compagnia di un poeta e a confrontarsi con una delle architetture fondamentali della storia e della bellezza, in un progetto che coinvolge due  attori, due cantanti lirici ed un coro costituito da un folto numero di performer.

Un attore incarna la scienza, l’altro la poesia, due elementi ineludibili da considerare quando si pensa alla Cupola. La scena è collocata a ridosso del portale ed è caratterizzata da due grandi tavoli su cui campeggiano rispettivamente una moltitudine di libri, simboli della scrittura e modelli architettonici, disegni, sistemi di misurazione che rimandano alla scienza ed alla ricerca permanente che ne è alla base. Con il cielo dentro si fonda sulla drammaturgia poetica che Davide Rondoni ha creato ad hoc per le celebrazioni. Rondoni, sulla scia di Luzi che metteva in scena la costruzione della Cupola e della Cattedrale, procede con nuovo azzardo compositivo a creare una sorta di "sacra rappresentazione contemporanea" dove l'apparente dissidio di una voce di scienza e una voce di poesia contendono, con l'intervento anche di costruttori/danzatori, la lettura del senso della Cupola, rappresentazione del cielo.

Il corpo della cattedrale e la sua cupola divengono cosi’ elemento che si collega alla millenaria storia di rappresentazione del cielo da parte degli uomini di ogni epoca e cultura, e al tempo stesso svela la sua unicità e "scandalo" d'essere in quanto cupola (prodigio di arte e tecnica) sì rappresentazione del cielo ma anche figura del grembo di Maria, "ragazza incinta" di Dio.

Un ritmo forte e dolce nei versi e nella lingua contemporanea, un viaggio tra i tanti suggestivi modi con cui gli uomini fin dai primordi hanno ammirato e cercato di interpretare il cielo.

Informazioni

8 ottobre 2020

Cattedrale di Santa Maria del Fiore - ore 21.15

Prima assoluta. È possibile prenotarsi a partire da 30 giorni prima dell'evento.